STORIA

001Così scriveva in un suo articolo sullo storico e amato “corriere del giorno” l’amico giornalista Vittorio Costa il 5 dicembre del 2013: “Sebastiano Salinari, presidente della For Ever Basket, non si nasconde: ‘sogno ad occhi aperti’.. Ha la Ricciardi nel cuore ed un desiderio: ‘rivederla sui parquet’.

La palestra del rione salinella con la sua complessa attualità c’entra per niente. Salinari Sebastiano vuole rifondarla perché non ha dimenticato la società di diversi anni fa, con le sue squadre, le vicende, le figure di dirigenti che l’hanno guidata, che l’hanno animata, che l’hanno resa indimenticabile.

Quando l’A S Angelo Ricciardi nel 1957 fu costituita, Salinari Sebastiano non era ancora nato. All’epoca la pallacanestro tarantina era spaccata in due: da una parte la Fiamma, dall’altra appunto, la Ricciardi, con due identità precise, due sponde che dividevano nettamente giocatori e sostenitori. Due club che hanno segnato uno dei momenti più fervidi del movimento cestistico tarantino. Fu subito rivalità e scontri sulle mattonelle della XXV luglio, con passione, entusiasmo, fervore di iniziative, ma anche di scelte ben precise. Dal 1972 la palestra coperta divenne il nuovo teatro delle sfide e ne separò le strade. Mentre la Fiamma rimase alle prese con il problema degli impianti per la sua attività di base, la Ricciardi nella sua struttura rafforzò il minibasket. E Sebastiano Salinari a 13 anni, ma già con gambe e tentacoli da basket, scelse la Ricciardi e ne frequentò i corsi. Poi, la trafila nei campionati giovanili (anche a livello nazionale), un lungo ma necessario rodaggio tecnico ed agonistico e l’approdo in prima squadra, “dal 1986/87” e ricorda gli istruttori, gli allenatori: il compianto Enzo Dragone, Enzo Bifulco, Pino Calia e l’indimenticato Milutin Petrovic”, i campionati disputati……….. i tanti compagni di squadra, molti dei quali sono ancora in attività…..snocciola altri nomi, ma sono tanti, impossibile elencarli tutti. E con salti generazionali si sofferma anche sui dirigenti. Ne cita alcuni, quelli con i quali ha avuto maggiore feeling e che gli ‘hanno lasciato dentro qualcosa’: Giorgio Nicastro, Adolto Viglione, lo scomparso Angelo Muto (‘che ad ogni Natale ci faceva un dono’), Luigi Tropeano, e poi ancora Enzo Dragone. ‘la Ricciardi per noi era tutto’, continua ed accenna appena, alle vicende che nel 1999 portarono alla scomparsa della società: con orgoglio aggiunge che è stato ‘il capitano dell’ultima squadra con la canotta verde’. Salinari non vuole fermarsi solo all’amarcord, vuole andare oltre, ‘riportando l’Amatori Ricciardi nel panorama delle attività cestistiche’…..Un sogno ad occhi aperti? ‘da concretizzare, se avrò fortuna ‘. Gliela auguriamo……”

Che dire, “Vittorio ha portato bene?!”, il sogno si è avverato. L’AMATORI RICCIARDI TARANTO BASKET è rinata.

Parto dal presupposto che mi sento onorato di rivestire questo incarico, rifondare una realtà come la Ricciardi degli anni 50, 60, 70, 80, 90, è cosa veramente ardua e forse anche impossibile ma quello che ho ricevuto da quella associazione è stato cosi tanto che mi sono sentito obbligato. Non so se ho i requisiti giusti, il tempo e… gli altri dovranno giudicare, ma il mio cuore è sicuramente “RICCIARDIANO-DOC”.

E’ palese che i giocatori, gli allenatori e dirigenti sono diversi e di calibro diverso …ma ciò che non è diverso da quella “Ricciardi” è l’amore per la pallacanestro e per i bambini/bambine, ragazze e ragazzi.

Lo spirito è quello giusto, un movimento aggregativo che cerca di far diventare i partecipanti  prima di giocatori di basket “uomini” autonomi ed indipendenti, consapevoli dei propri mezzi, esseri umani rispettosi delle regole e dello stare insieme nella gioia e nelle sconfitte.

Doveroso è il ringraziamento alla Fip di Roma e soprattutto alla Fip del comitato regionale Puglia nella persona del Presidente Margaret Gonnella che ha avvallato questo nuovo progetto con un “vecchio” nome, considerando penso,  la mia “ricciardianità” e  gli ottimi intenti.

La società Amatori Ricciardi come allora rimane aperta a tutti, anzi auspica un ritorno dei vecchi giocatori magari come dirigenti e perché no, anche come presidenti; sicuramente ci sono “Ricciardiani-doc” pieni di energia ed intenti, sparsi per la nostra amata Taranto.

Saluti e buona pallacanestro a tutti.